I grillini e le donne

E’ curioso, l’accanimento verbale grillino contro l’ex ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna. L’ultimo episodio della saga “M5s contro Mara” vede il deputato a Cinque Stelle Angelo Tofalo invitare Carfagna a “tornare a fare la velina” puttosto che “continuare a rovinare la Campania” (si stava discutendo di emergenza rifiuti nella Terra dei Fuochi). Ma ci sono stati altri momenti in cui Carfagna, per aver detto qualcosa che non piaceva al M5s, si è sentita rispondere non con normali e legittime critiche, ma con allusioni alla sua vita televisiva precedente (è accaduto alla Camera, per bocca della deputata a Cinque Stelle Carla Ruocco).
12 AGO 20
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E’ curioso, l’accanimento verbale grillino contro l’ex ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna. L’ultimo episodio della saga “M5s contro Mara” vede il deputato a Cinque Stelle Angelo Tofalo invitare Carfagna a “tornare a fare la velina” puttosto che “continuare a rovinare la Campania” (si stava discutendo di emergenza rifiuti nella Terra dei Fuochi). Ma ci sono stati altri momenti in cui Carfagna, per aver detto qualcosa che non piaceva al M5s, si è sentita rispondere non con normali e legittime critiche, ma con allusioni alla sua vita televisiva precedente (è accaduto alla Camera, per bocca della deputata a Cinque Stelle Carla Ruocco).
E quando Beppe Grillo, sul suo blog, in luglio, ha riportato una frase di Carfagna in difesa del Cav., apponendo accanto al nome dell’ex ministro la dicitura “ex valletta”, dalle viscere del web sono saliti insulti di ogni tipo (perlopiù molto rozzi). Che un grillino se la prenda con Carfagna per la precedente occupazione già è curioso, si diceva, se si pensa alla tiritera grillina sul superiore valore del parlamentare “non di professione”. E vabbè. Ma che uno o più grillini (donne comprese), nel loro opporsi a una parlamentare di altro schieramento, mostrino disprezzo per il precedente impiego di “showgirl” la dice lunga anche sulla reale presa interiore, nell’intendenza a Cinque Stelle, dell’altra tiritera: quella sul M5s paradiso di antisessimo.
E’ vero che nel M5s c’è quasi parità tra uomini e donne eletti in Parlamento, come sottolinea la retorica da V-day (“abbiamo mandato in Parlamento donne senza silicone o culi di plastica, che sanno cosa vuol dire lavorare”, ha detto Grillo il 2 dicembre scorso a Genova), ma è pure vero che le parole, quando sgorgano senza freni, tradiscono un’altra impostazione mentale (vedi appunto le ripetute campagne anti Carfagna e lo stesso Grillo che alludeva al “punto G” di una delle prime epurate, Federica Salsi, rea di partecipazione a un talk-show). Tutto il mondo è paese, certo, tanto che molte attiviste grilline, nei meet-up, come è accaduto a Bolzano e a Roma, si lamentano del “maschilismo” dei colleghi. Basta però ricordarsene, la prossima volta che ci si descrive e ci si propone come primi della classe sul tema “antisessismo”.